14 marzo 2020

Il Significato di una Pandemia



La Dura Lezione Insegnata
Dalla Sofferenza Collettiva

Steven H. Levy



“Luce Astrale - La regione invisibile che circonda
il nostro globo, come ogni altro, e corrispondente
in quanto secondo Principio del Kosmos (…) al Linga
Sharira
o il Doppio Astrale nell’uomo. Un’Essenza
sottile visibile solo all’occhio chiaroveggente, e il
più basso, eccetto uno (cioè, la terra), dei Sette
Principi Akashici o Kosmici. Eliphas Lévi la
chiama il grande Serpente e il Drago da cui si
irradia sull’Umanità ogni influenza malevola.
Questo è così; ma perché non aggiungere che la
Luce Astrale emette nient’altro se non ciò che
ha ricevuto; che questa è il grande crogiolo
terrestre in cui le emanazioni abominevoli della
terra (morali e fisiche), sulle quali si nutre la
Luce Astrale, sono tutte convertite nella loro essenza
più sottile, e irradiate in restituzione intensificate
diventano così epidemie - morali, psichiche e fisiche?”

(“The Theosophical Glossary”, H.P. Blavatsky, Theosophy Co., p. 38)




Nel marzo del 2020 il nuovo coronavirus 2019, nominato ufficialmente Covid-19 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si è diffuso in decine di paesi del mondo. L’OMS dice che il pianeta deve prepararsi per una pandemia.

Le conseguenze fisiche di una pandemia virale già da sé sono molto gravi. Nel febbraio 1957, un nuovo virus influenzale emerse nell’Asia orientale causando una pandemia, la cosiddetta Influenza Asiatica. Si stima che vennero causate circa 1,1 milioni di morti a livello mondiale.

Ufficialmente, una pandemia consiste in una facile trasmissione da persona a persona di una nuova malattia in molti paesi. Mentre un’epidemia è un verificarsi assai diffuso di una malattia in una comunità ed in un dato momento.

Come sanno gli studenti di Teosofia, l’interdipendenza e l’interconnessione dell’umanità è un fatto in tutti i dipartimenti della natura - fisica, psichica e morale. Individualmente e collettivamente, gli esseri umani lasciano continuamente il segno l’uno sull’altro e ricevono l’impatto da influenze fisiche e morali sia tetre sia ispiratrici. Questi contagi locali e assai diffusi hanno una tendenza periodica determinata da due leggi fondamentali della natura - la periodicità, o il ritorno ciclico delle impressioni; e la legge karmica di causa ed effetto. Il significato, l’importanza e le conseguenze di una pandemia sono molto più complessi di quello che ci si può aspettare, poiché sono spesso accompagnati da una “infezione” morale e psichica. Le persone hanno bisogno di prepararsi ed organizzarsi in modo appropriato. Le pandemie creano sia prove sia opportunità per il progresso.

Anche gli individui che studiano la storia delle pandemie riconoscono questa verità. Una splendida fonte sull’argomento è un nuovo libro scritto dallo storico Frank M. Snowden, “Epidemics and Society: From the Black Death to the Present” (“Epidemie e Società: dalla Peste Nera ad Oggi”). Frank M. Snowden è un professore emerito di storia e di storia della medicina a Yale. Dimostra che le epidemie condizionano tutti gli aspetti della vita umana. Condizionano politiche, rivoluzioni e l’ambiente. Possono infiammare la discriminazione razziale e far sorgere reazioni disumane dei governi. Cambiano le società e condizionano le relazioni personali.

Il Prof. Snowden conclude principalmente che pandemie ed epidemie non sono eventi casuali che condizionano le società indistintamente, in modo caotico e senza avvertimento. Una società produce la sua stessa vulnerabilità alle epidemie virali attraverso la sua struttura, i suoi valori, il suo standard di vita, le sue priorità politiche. È un contagio che si diffonde velocemente e che si muove attraverso le linee di mancanze morali e mentali di una società. Le epidemie e le pandemie si manifestano come una catena causale di eventi ordinati. Questa idea è ben riconosciuta e compresa dagli studenti di Teosofia. È un aspetto speciale della legge universale del karma chiamata dagli antichi catena nidanica delle causazioni e degli effetti incessanti.

Il Prof. Snowden sottolinea che la storia delle pandemie rivela una verità che gli studenti di Teosofia hanno già compreso dalla loro esperienza con le reazioni individuali ed interpersonali alla minaccia reale ed immaginata del coronavirus. La verità è che epidemie e pandemie virali sorreggono uno specchio che riflette chi siamo realmente, o che per lo meno riflette le debolezze e le forze che sono ordinariamente nascoste alla nostra vista. Questa non è una sorpresa per i Teosofi che comprendono la citazione tratta dal “The Theosophical Glossary”. La luce astrale che circonda ed interpenetra il mondo è come una sala degli specchi che riflette in una maniera intensificata le emanazioni abominevoli che ha ricevuto dall’umanità.

Le pandemie e le epidemie ci condizionano mentalmente, psichicamente e moralmente. L’esperienza ci rende più consapevoli del nostro atteggiamento verso la nostra stessa mortalità, verso la morte, le nostre vite, il nostro ambiente. Certamente arriviamo a vedere che creiamo l’ambiente in cui viviamo e che esso reagisce a noi. Diventiamo più coscienti dei valori che modellano le nostre vite quotidiane e dei nostri piccoli comportamenti che normalmente apparirebbero insignificanti e non facilmente osservabili. Abbiamo cura delle persone con cui lavoriamo, dei poveri, degli anziani, dei sofferenti e delle persone vulnerabili del mondo? Il modo in cui reagiamo rivela i nostri valori e impegni morali.

Nonostante tutte le prove, l’esperienza collettiva e individuale di un’epidemia o di una pandemia porta con sé e può essere un’esperienza d’apprendimento ed un’opportunità senza eguali per l’avanzamento di un individuo o di una società.

Grandi riforme e organizzazioni umanitarie sono sorte come conseguenza delle epidemie. Per i Teosofi seri che provano a rendere pratici gli insegnamenti nelle loro vite e che provano a prepararsi ad essere più adeguatamente capaci di aiutare gli altri, l’esperienza suscita opportunità per schiacciare le passioni che favoriscono principalmente le tendenze egoistiche della personalità. L’esperienza fornisce un’opportunità per pensare a questioni terrene della vita quotidiana dal punto di vista della Saggezza Divina, e annientare la nozione di un’esistenza che è separata dalle altre.

Le pandemie sembrano insegnare una lezione ineludibile che i sermoni, le conferenze, gli articoli, e i media visivi spesso non riescono a far capire con tale vigore. In altre parole, che indipendentemente dalla nostra razza, etnia, condizione economica, credo, sesso, condizione, o affiliazione organizzativa, siamo tutti uniti e che dobbiamo organizzare le nostre vite e sacrificare qualche comfort personale in modo da far del bene ad altri. La salute e il benessere di coloro che tra noi potrebbero essere considerati come meno importanti e più vulnerabili condizionano la salute di tutti. Come dice il Prof. Snowden, siamo meglio preparati ad una qualche pandemia o epidemia quando ci rendiamo conto che ciò che condiziona una persona in un luogo qualsiasi condiziona ognuno in ogni luogo.

Nessun Teosofo potrebbe dirlo meglio.

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Il Significato di una Pandemia” è stato pubblicato nei siti web associati il 14 Marzo 2020. Testo originale in inglese: “The Meaning of a Pandemic”. La traduzione in italiano è a cura di Marco Bufarini.

Clicca per leggere altri testi di Steven H. Levy, M.D., un teosofo che vive a Philadelphia, Pennsylvania, U.S.A. 

Leggi il libro “Man and Society in Calamity”, di Pitirim A. Sorokin.

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Link al sito web dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: https://www.who.int/.

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Riguardo il livello planetario della legge karmica vedi l’articolo “Human Ethics and Earthquakes”, di Damodar K. Mavalankar. 

Prendi in considerazione di leggereMeditation on the Awakening of Mankind” e “The Cycles of Our Mankind”.  

Potresti gradire il prendere in esame l’opuscolo “Health and Therapy”.

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L’e-gruppo E-Theosophy offre uno studio regolare della teosofia classica e interculturale insegnata da Helena P. Blavatsky (foto).



Coloro che vogliono unirsi all’e-gruppo E-Theosophy su Yahoo Gruppi possono farlo visitando https://groups.yahoo.com/neo/groups/E-Theosophy/info.

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4 settembre 2019

Il Mistero di Alessandro Cagliostro


Mistico del 18° Secolo
Anticipò la Missione di Helena Blavatsky

Carlos Cardoso Aveline



Conte Alessandro Cagliostro (1743?-1795?)




“Non vengo da alcun luogo, e non
appartengo ad alcun tempo. Fuori dal tempo,
il mio essere spirituale vive la sua esistenza eterna.”

(Cagliostro)



Alessandro Cagliostro fu uno dei maggiori mistici del 18° secolo. Fu anche incompreso e perseguitato fino alla morte o, almeno, fino al momento in cui scomparì misteriosamente dalla sua cella, in una prigione inaccessibile del Vaticano.

Tutti coloro che contrastano l’ignoranza organizzata sono bersaglio di attacchi. Secondo la leggenda dei vangeli cristiani, Gesù Cristo fu condannato alla croce come castigo per essere un ciarlatano. Cagliostro ancora oggi è chiamato ciarlatano, così come accade con Saint-Germain, Helena Blavatsky e altri saggi e filosofi di epoche differenti.

Malgrado le calunnie, il lavoro di Cagliostro nella seconda metà del 1700 ha una relazione interna con l’impulso che un secolo dopo creò il movimento teosofico moderno, nel 1875.

Famoso per il suo dono di curare, Cagliostro lavorò su livelli superiori di coscienza. Il suo sforzo si sommò alle azioni di altri pensatori del 18° secolo, tra i quali i filosofi illuministi di vari paesi dell’Europa. Contribuì a provocare grandi trasformazioni sociali. Fece anche un tentativo di salvare il movimento massonico dalla sua decadenza. Cagliostro creò a Lione (Francia) nel 1786, una massoneria aperta alla partecipazione delle donne per la quale creò un Rito Egizio. Più tardi, Annie Besant e i suoi seguaci avrebbero usato il nome “rito egizio” per fare un rituale senza valore e senza relazione con il rito egizio autentico.

H. P. Blavatsky riferisce che Cagliostro agì ispirato dalla filosofia esoterica dei maestri dell’Oriente. Egli passò un po’ di tempo in Russia e in Inghilterra. Successivamente visse in Francia. Perseguitato, passò sei mesi imprigionato nella Bastiglia prima di essere provata la sua innocenza nel famoso caso della Collana della Regina. Il suo lavoro per la rigenerazione dell’essere umano coincide con lo stesso impulso interiore umanista che diede origine alla dichiarazione dei diritti umani e alle rivoluzioni nord-americana e francese. Gli eccessi della rivoluzione francese, che degenerò in una specie di terrorismo di Stato, mostrano solo la necessità dell’azione pacifica. L’ideale basilare della democrazia e della libertà dell’individuo è più attuale che mai, nel 21° secolo. Il motto “Libertà, Uguaglianza [di Diritti] e Fratellanza” è oggi la meta dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e di ogni cittadino di buona volontà.

Passo dopo passo, la civiltà si approssima al momento in cui sarà raggiunto l’ideale di pace perpetua tra tutti i popoli, sollevato nella seconda metà del 18° secolo da Jean-Jacques Rousseau, da Immanuel Kant, dal Barone d’Holbach e altri umanisti nello stesso tempo in cui anche il mistico Cagliostro e il conte di Saint-Germain lavoravano, su un piano più esoterico, per l’elevazione dell’anima umana.

Nato pochi anni dopo il 1740, Cagliostro aveva lavorato a lungo per l’ideale umanista quando fu arrestato dall’Inquisizione del Vaticano in Italia, nel dicembre 1789.

In quel momento la rivoluzione francese stava cominciando. Fatto prigioniero, egli fu spostato da una prigione all’altra. Cagliostro fu torturato, a lungo ma inutilmente, dai boia cattolici. Lo scopo dei carnefici del Vaticano era di forzarlo a confessare crimini che non aveva commesso.

Il 7 aprile 1791, Cagliostro fu condannato a morte. I suoi libri e alcuni dei suoi oggetti massonici vennero bruciati davanti una folla in Piazza della Minerva a Roma.

H.P. Blavatsky racconta che poco dopo accadde qualcosa di curioso. Uno strano personaggio, mai visto prima in Vaticano, apparve a Roma e chiese un’udienza privata col Papa. Invece di dare il suo nome, lo sconosciuto mandò al Pontefice, tramite il Segretario Cardinale, solo una parola.

La reazione del papa fu quella di ricevere immediatamente lo sconosciuto. Dopo alcuni minuti di udienza privata, il personaggio si ritirò. In seguito, il papa diede ordini di effettuare una procedura nel segreto più assoluto. La pena di morte a cui Cagliostro era stato condannato doveva essere commutata in pena di prigione a vita. Il conte di Cagliostro doveva essere chiuso nel Forte di San Leo, situato sulla sommità di una roccia, e al quale si poteva accedere solamente tramite una cesta elevata e abbassata con l’uso di carrucole. Era un ascensore primitivo. [1]

Fu da lì, più di 200 anni fa, che Cagliostro scomparve il 26 agosto 1795.

Secondo la versione ufficiale, egli morì. In base ad altre versioni, citate da Helena Blavatsky, egli sarebbe uscito vivo da quella cella inaccessibile grazie a qualche metodo speciale.

C’è davvero un mistero sul modo in cui terminò la vita di questo personaggio. Secondo W. R. H. Trowbridge [2], che cita H. P. Blavatsky come fonte, sembra che egli sia uscito dalla prigione di San Leo con un metodo di cui i suoi carcerieri non erano informati. Questa affermazione di HPB è documentata. HPB narra questa possibilità nel suo articolo “Was Cagliostro a Charlatan”, citato sopra (vedi nota [1]).

Inoltre, Trowbridge menziona un resoconto secondo il quale alcuni anni dopo la scomparsa di Cagliostro era accaduto qualcosa di grande interesse per i teosofi. Trowbridge cita HPB come fonte della sua affermazione, ma non dice in quale testo lei scrisse o quando disse ciò che egli narra. Secondo Trowbridge, HPB affermò che Cagliostro fu visto da diverse persone in Russia dopo la sua presunta morte nel 1795 e che passò un po’ di tempo nella casa del padre di Helena Blavatsky.

L’affermazione di Trowbridge deve essere investigata perché non è dimostrato che H. P. B. fece tale affermazione.

È certo, tuttavia, che Cagliostro visse alcuni mesi in Russia tra il 1779 e il 1780. H. P. B. nacque nell’impero russo poche decadi dopo la morte di Cagliostro. Uno studio comparato tra le personalità e le circostanze della vita di entrambi mostra un grande numero di elementi simili. H. P. B. scrisse parecchio su Cagliostro. Usava anche il gioiello massonico che apparteneva a lui e che oggi fa parte degli archivi della Società Teosofica di Adyar, in India [3].

In una lettera ad Alfred Sinnett, Helena Blavatsky racconta che un suo collaboratore, Darbargiri Nath, visitò per un’ora la cella della prigione in cui stava Cagliostro. Darbargiri può aver svolto lì qualche speciale attività meditativa. Nella stessa citazione, HPB menziona il Sig. Hodgson, uno di quelli che la accusarono di essere ciarlatana negli anni del 1880:

“Sono più grande, o in qualche modo migliore, di quanto lo erano St. Germain e Cagliostro, Giordano Bruno e Paracelso, e molti altri martiri i cui nomi appaiono nelle Enciclopedie del 19° secolo sotto i titoli meritori di ciarlatani e impostori? Sarà il Karma dei giudici ciechi e malvagi - non il mio. A Roma, Darbargiri Nath andò nella prigione di Cagliostro a Castel Sant’Angelo, e rimase in quel terribile buco per più di un’ora. Ciò che fece lì darebbe al Sig. Hodgson elementi per un altro Report ‘scientifico se potesse investigare il fatto.” [4]

È interessante registrare un dettaglio numerologico che mostra la relazione occulta tra Cagliostro e Helena Blavatsky.

Cagliostro fu condannato a morte il 7 aprile 1791. Helena Blavatsky morì nel giorno dell’8 maggio 1891, esattamente un secolo, un mese e un giorno dopo la condanna di Cagliostro.

Negli ambienti esoterici è di consenso generale che nel 18° secolo Cagliostro lavorò in cooperazione con il conte di St. Germain. Henry Olcott, cofondatore del movimento teosofico moderno, scrisse qualcosa di significativo su una delle persone più vicine ad HPB, sua zia Nadya Fadeef.

Riferendosi a St. Germain, Olcott disse:

“Se la Sig.ra Fadeef - zia di HPB - potesse essere indotta a tradurre e pubblicare certi documenti dalla sua famosa biblioteca, il mondo avrebbe uno studio molto più accurato rispetto a ciò che esiste oggi sulla missione europea pre-rivoluzionaria di questo Adepto Orientale.” [5]

In realtà, HPB termina l’articolo intitolato “Count de Saint-Germain”, pubblicato nella sua rivista “The Theosophist” con le parole seguenti:

“Una persona rispettata, membro della nostra Società [Teosofica] e residente in Russia, possiede alcuni documenti sul Conte di Saint-Germain che sono altamente importanti per riscattare la memoria di colui che è uno dei maggiori personaggi dell’epoca moderna. Speriamo che i nessi perduti della sua storia incompleta possano essere pubblicati a breve in queste colonne.”

Boris de Zirkoff, editore delle opere di HPB, aggiunge che tale teosofo che abitava in Russia era certamente Nadya, la zia di HPB, e che i documenti menzionati non vennero mai messi a disposizione del pubblico. [6]

Anche Henry Olcott afferma nelle sue Memorie che H. P. B. e lui pensavano, nel 1878, di far continuare al movimento teosofico il lavoro di Cagliostro. [7]

Nella prima metà della sua missione, HPB produsse fenomeni psichici in un certo modo simili a quelli realizzati da Cagliostro.

Lo studioso Marc Haven scrisse una lunga ed eccellente biografia di Cagliostro, “Le Maître Unconnu”. È uno dei pochi studi di ampia portata su Cagliostro che gli rende giustizia. In questo libro vediamo ciò che Cagliostro disse ai suoi giudici quando gli chiesero, infine, chi egli fosse:

“Non vengo da alcun luogo, e non appartengo ad alcun tempo. Fuori dal tempo, il mio essere spirituale vive la sua esistenza eterna. E se mi ritiro nella mia coscienza e retrocedo lungo il corso delle età, e se porto il mio spirito ad una forma di esistenza che è molto lontana dalla persona che vedete davanti a voi, allora divento uno con il mio essere spirituale. Mentre partecipo coscientemente dell’Essere Assoluto, sto allo stesso tempo accordando la mia attività alle mie circostanze. Il mio nome è il nome della mia funzione, e io la scelsi, perché sono libero; il mio paese è quello in cui sto lavorando ad ogni dato momento.”

Cagliostro prosegue:

“Non nacqui dalla carne né dalla volontà degli esseri umani. Nacqui dallo spirito. Il mio nome è cosa mia, ed è questo con il quale scelsi di apparire davanti a voi, questo è il nome che voglio. Il nome della mia gioventù (…..), questo lo lasciai come un vestito vecchio che non ha più utilità per me.”

E ancora:

“Tutti i popoli sono miei fratelli; amo tutti i paesi. Sto viaggiando affinché dappertutto lo Spirito possa discendere e trovare un posto tra voi. Chiedo ai re, il cui potere rispetto, solo ospitalità nei loro paesi, e quando la ricevo lavoro per stimolare le buone azioni per ciò che è possibile.” [8]

Come Helena Blavatsky, Alessandro Cagliostro ebbe coraggio e grandezza davanti ai suoi persecutori. Quando lo interrogarono sulle sue attività, egli rispose:

“In ogni posto in cui vado, rilascio una parte di me stesso (….) lasciando a voi una piccola luce, un piccolo calore, una piccola forza; finché, infine, sarò definitivamente al finale della mia carriera, nel momento in cui la rosa fiorisce sulla croce.” [9]

In realtà, H.P. Blavatsky scrisse che Cagliostro fu l’ultimo dei veri rosacroce. [10] Le sue parole nel periodo sopracitato sembrano suggerire due cose:

1) Che la missione di Cagliostro includa diverse vite; e

2) Che la sua missione termini con la vittoria definitiva della saggezza e dell’etica universale, nella comunità umana.

NOTE:

[1]Was Cagliostro a Charlatan?”, articolo di H.P. Blavatsky pubblicato nei suoi “Collected Writings”, TPH, volume XII. L’articolo è disponibile nei nostri siti web associati.

[2] “Cagliostro - Maligned Freemason and Rosicrucian”, W. R. H. Trowbridge, Kessinger Publishing Co., Montana, USA, 312 pp., vedi pp. 306-307.

[3] Sul percorso accidentato del gioiello massonico di Cagliostro, vedi l’articolo “The Mysterious Life and Transitions of the Cagliostro Jewel”, di Nell C. Taylor, nella rivista “Theosophical History”, edizione di luglio 1990, California, USA, pp. 79 e seguenti. Discepoli avanzati hanno la possibilità di reincarnarsi rapidamente, perché sperimentano in vita alti livelli di coscienza e non necessitano, per questo “riposo nella sfera celestiale”, di un lungo intervallo tra due vite. Secondo alcuni ricercatori, come l’autrice inglese Jean Overton Fuller, le incarnazioni di Paracelso, Cagliostro e H. P. B. possono essere state tre vite in sequenza della stessa anima immortale, meta della quale è aiutare nella preparazione di un nuovo ciclo dell’evoluzione umana. Le somiglianze tra queste tre vite possono anche essere il risultato di altre cause. Vedi il commentario su “An Unsolved Mystery”, nella Nota sulle fonti bibliografiche, più in basso.

[4] “The Letters of H.P. Blavatsky to A.P. Sinnett”, transcribed by A.T. Barker, Theosophical University Press, Pasadena, California, USA, 1973, 404 pp., vedi la Lettera XLVI, p. 110. H. P. B. dà il nome di Sant’Angelo per la Fortezza. Cagliostro fu preso inizialmente a Sant’Angelo. Il Vaticano afferma che egli morì più tardi nella fortezza di San Leo (“Collected Writings”, vedi il volume XII, pp. 86-88.) Ci sono illustrazioni su San Leo e la cella ipoteticamente occupata lì da Cagliostro nell’opera “Cagliostro”, di Roberto Gervaso.

[5] “Old Diary Leaves”, Henry Olcott, First Series (volume I), TPH, India, 1974, 490 pp., vedi p. 241, nota a pié di pagina.

[6] “Count de Saint-Germain”, articolo di HPB, nei “Collected Writings”, volume III, pp. 125-129, vedi p. 129.

[7] “Old Diary Leaves”, Henry Olcott, First Series (volume I), opera citata, pp. 468-469.

[8] “Le Maître Unconnu: Cagliostro” (Etude historique e critique sur la Haute Magie), di Marc Haven, Editions Dervy, Paris, Quatrième Edition, 1995. Vedi pp. 241-244.

[9] “Le Maître Unconnu: Cagliostro”, opera citata, vedi pp. 242-243.

[10] “The Collected Writings of H. P. Blavatsky”, TPH, Adyar, India, volume I, pp. 103-104, articolo intitolato “A Few Questions to ‘Hiraf’ ”. Nello stesso volume, vedi anche p. 141, il testo “The Science of Magic”.

ALTRE FONTI BIBLIOGRAFICHE SU CAGLIOSTRO:

Vedi, oltre ai libri e ai testi sopracitati:

* “Rituel de la Maçonnerie Egyptiene”, Édition des Cahiers Astrologiques, Nice, France, Annoté par le Docteur Marc Haven, 1948, 147 pp

* “Cagliostro et le Rituel de la Maçonnerie Égyptienne”, Robert Amadou, SEPP, Paris, 1996, 117 pp. Vedi le pp. 34-37 di questo piccolo libro, una speculazione di Amadou sulla fine dei tempi intorno all’anno 2000.

* “L’Esprit Des Choses”, Publication du C. I. R. E. M., (Centre International de Recherches et D’Etudes Martinistes), France; volume 4 (1995) e volume 5 (1996).

* “The Phoenix, an Illustrated Review of Occultism and Philosophy”, Manly P. Hall, second edition, The Philosophical Research Society, 1995, 176 pp., vedi capitolo “Cagliostro and the Egyptian Rite of Freemasonry”, pp. 152-159.

* “Compendio de la Vida y Hechos del Conde Calliostro”. La compilazione del processo della Inquisizione contro Cagliostro, edizione fac-simile del libro edito a Sevilla, Spagna, 315 pp.

* Articolo “Who Was Cagliostro?”, Will C. Burger, nella rivista “The Theosophist”, Adyar, Madras / Chennai, India, March 1962, pp. 384 e seguenti.  

* Articolo “The Mystery of Cagliostro’s Mission”, Will C. Burger, in “The Theosophist”, July 1962, Adyar, Madras / Chennai, India, pp. 252 e seguenti.

* Articolo “Blavatsky About Cagliostro”, Will Burger, “The Theosophist”, Ottobre 1964, pp. 8 e seguenti.

* Articolo “Great Theosophists - Cagliostro”, “Theosophy”, Los Angeles, Ottobre 1938, pp. 530-536.

* Racconto o storia di H. P. B. intitolato “An Unsolved Mystery”, con commentari dell’editore Boris de Zirkoff, in “Collected Writings of H. P. Blavatsky”, TPH, volume I, pp. 151-162. Il testo, che possiede toni fantastici, racconta un presunto episodio di Cagliostro e la sua sposa, entrambi usando altri nomi, a Parigi, nel 1861. Il racconto può essere un modo di HPB per dare falsi indizi sul “mistero di Cagliostro”, proteggendo il segreto che deve circondare la vita di ogni iniziato. Può essere anche vero nel senso letterale, benché non abbia senso che una persona non avanzata sul Cammino, come la sposa di Cagliostro, potesse reincarnarsi rapidamente. Nemmeno è corretto pensare che Cagliostro stesse facendo esattamente le stesse cose un secolo più tardi, o che fosse coinvolto in una situazione personale tanto complicata come quella mostrata dalla narrazione. Oltre a questo, i fatti riportati dovrebbero essere apparsi nei giornali, e non ci sono prove che questo sia accaduto. Tuttavia, la narrazione è ammirevole e contiene lezioni profonde.

* Cagliostro è citato varie volte nella prima parte del racconto di HPB intitolato “The Silent Brother”, che è incluso in “Collected Writings”, volume II, pp. 366-377. Vedi specialmente le due pagine iniziali.

* “HPB Speaks”, edito da C. Jinarajadasa, TPH, Adyar, India. Opera in due volumi. Vedi specialmente il volume II, da p. 27 a 36.  

* “Collected Writings” di H.P. Blavatsky, TPH, India, volume XV (Index), pp. 98-99.

* “Cagliostro”, Roberto Gervaso, Biblioteca Universale Rizzoli, BUR, copyright 1972, 1976, 1992, Milano, Italia, 250 pp.

* “Cagliostro”, Philippe Brunet, copyright 1994, Rusconi Libri, Milano, Italia, 380 pp.

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Il testo di cui sopra è stato pubblicato originariamente nella pubblicazione periodica elettronica “O Teosofista”, edizione di aprile 2011.

Traduzione in Italiano a cura di Marco Bufarini. Data di pubblicazione in Italiano: settembre 2019. Titolo originale: “O Mistério de Alessandro Cagliostro”.

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2 settembre 2019

Blavatsky, Giudaismo e Nazismo


Messaggio Ad Un Autore
Che Non Ha Studiato La Teosofia



Carlos Cardoso Aveline


La bandiera di Israele contiene un simbolo sacro che è centrale sia nel Giudaismo sia nella Teosofia





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Nota editoriale:

L’argomento del Nazismo e dell’Anti-Semitismo è di
grande importanza e rimarrà tale finché l’umanità non si
allontanerà completamente da tale livello di ignoranza spirituale.
Ogni movimento filosofico dovrebbe avere qualcosa da dire
riguardo a questo problema che fa da spartiacque.

Un autore che credeva che il Movimento Teosofico abbia
qualcosa in comune con il Nazismo ha letto l’articolo “Theosophy
and the Second World War”. Ci ha mandato un messaggio il
13 Giugno 2010, insistendo che gli scritti di H.P. Blavatsky “hanno
 avuto un’influenza” sul Nazismo. Il testo seguente è la nostra risposta.

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Caro Signore,

Grazie. Proverò a darle alcuni indizi, piuttosto brevemente:

1) Lei non riesce a vedere che il primo e più importante scopo del movimento teosofico è anti-Nazista. Esso stabilisce che tutti gli uomini e le donne di qualunque razza o casta, ideologia o nazione, sono eguali in diritti e in fratellanza. Questo scopo principale del movimento consiste nel Formare un nucleo di una Fratellanza Universale dell’Umanità, senza distinzione di razza, credo, sesso, casta o colore.

2) Lei dice che H. P. Blavatsky ha criticato la religione Ebraica. Lei non riesce a vedere che ha criticato altre religioni molto più aspramente di quanto ha fatto con il Giudaismo. Pensi a cosa scrisse sulla Cristianità, per esempio, e vedrà che fu piuttosto amichevole verso le tradizioni Giudaiche.

3) Lei non riesce a vedere che diversi Ebrei erano presenti nei primi incontri di fondazione del Movimento Teosofico a New York, e che lo studio della Cabala era uno dei suoi iniziali scopi principali. Uno di questi Ebrei presenti era un Rabbino. Questa non era una coincidenza.

4) Lei non riesce a vedere quanto spesso ed ampiamente H.P.B. ha citato dalla tradizione Giudaica e dalla Cabala in tutti i suoi libri e scritti. Lei fece questo fino alla fine della sua vita.

5) Lei non riesce a vedere che assolutamente nessuna razza viene considerata “superiore” in Teosofia (ed una tale idea sarebbe davvero assurda). Le razze-radice sono solo strumenti esteriori per l’evoluzione. Le stesse Anime che vivono oggi in una razza-radice o sotto-razza hanno già vissuto in razze-radice e sotto-razze precedenti, ed esse vivranno in quelle future.

6) Lei non riesce a vedere che la Teosofia, proprio come il Buddismo Esoterico, il Jainismo o gli insegnamenti del Nuovo Testamento, è una filosofia non-violenta.

7) Lei non riesce a vedere che Helena Blavatsky non ha preso parte in alcun Movimento anti-Britannico o Movimento a favore dell’Indipendenza Indiana, e che persino la Società Teosofica (Adyar) era a favore dell’Inghilterra durante la Seconda Guerra Mondiale, senza menzionare tutti gli altri rami del Movimento.

8) Lei non riesce a vedere i numerosi collegamenti interiori ed esteriori tra il Movimento Teosofico e gli Stati Uniti d’America, le Nazioni Unite, e i paesi Alleati.

9) Lei non riesce a vedere che la Teosofia di H.P.B. è completamente contro qualsiasi concezione di un “leader infallibile”, un concetto che appartiene al Vaticano, ai Nazisti e ai Fascisti.

10) Sembra che lei ignori lo Stretto Collegamento tra i Nazisti e il Vaticano, come dimostra il mio articolo Theosophy and the Second World War; e che il Vaticano, i Nazisti e i Fascisti sono totalmente ostili contro l’autentica Teosofia di H.P.B, come lo sono contro la Democrazia. 

11) La prego di osservare il simbolo Indo-Giudaico (due triangoli intrecciati) al centro del simbolo del movimento teosofico. Questa anche non è stata una coincidenza. Oggi questo è il simbolo principale nella bandiera dello Stato di Israele. La prego di trarre le sue conclusioni. Legga a proposito di questo simbolo negli scritti di HPB e nelle Lettere dei Mahatma.

12) Lei accenna al simbolo della svastika del movimento teosofico (che venne fondato nel 1875). La svastika è Indù. È un simbolo molto antico per l’evoluzione Kosmica, e perciò non è un simbolo Nazista. I Nazisti ne fecero un cattivo uso per i loro stessi propositi anti-evolutivi, e questo è il loro karma. Il Nazismo è una malattia del momento, mentre l’Evoluzione Kosmica è eterna.

13) Lei dice che i Nazisti erano “influenzati” dalla Teosofia. Lo erano? Se qualcuno producesse una falsa copia di un’opera d’arte biasimerebbe l’artista o il falsario? I Nazisti non hanno nemmeno copiato la teosofia. Essi presero soltanto da essa - e distorsero - un paio di concetti. Fecero questo mentre propagavano e agivano su idee diametralmente opposte a quelle della teosofia e della fratellanza universale.

14) L’ombra è condannata ad imitare la luce e ad inseguirla. Ciò non rappresenta affatto una ragione per qualsiasi persona di fare confusione tra le due, poiché esse sono completamente differenti. Se il Nazismo distorce gli elementi presi dall’antica Saggezza e prova ad usarli per propositi egoistici e violenti, si deve combattere il Nazismo, non la Saggezza.

La invito a leggere altri articoli nei nostri siti web associati, includendo l’articolo intitolato “Blavatsky, United Nations and Democracy”.

Spero che lei studi la vera teosofia, al fine di comprendere meglio questi argomenti.

Tanti saluti, Carlos.

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Traduzione in Italiano a cura di Marco Bufarini. Data di pubblicazione in Italiano: Settembre 2019. Titolo originale: “Blavatsky, Judaism and Nazism”.

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L’e-gruppo E-Theosophy offre uno studio regolare della teosofia classica e interculturale insegnata da Helena P. Blavatsky (foto).



Coloro che vogliono unirsi all’e-gruppo E-Theosophy su Yahoo Gruppi possono farlo visitando https://groups.yahoo.com/neo/groups/E-Theosophy/info .

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3 settembre 2018

Nature’s Scholar


Editorial Note:

Inside Volume 1, No. 4, December 1887 of the magazine “Lucifer
[1], in the final section dedicated to other Theosophical and Mystic Publications one can read the following:

“In the PATH for October we notice especially the following articles:
Nature’s Scholar, a most poetically-conceived and well-worked-out Idyll, by J.C. Ver Plank, in which the underlying occult truth is presented to the reader in a most attractive form. (…)”

The corresponding pages are here taken from 
The Path”, Volume 2, No. 7, October 1887, pp. 201-206, and published as an independent article. 

NOTE:

[1] The Light-bearer is the Morning Star or Lucifer; and “Lucifer is no profane or Satanic title. It is the Latin Lucĭferus, the Light-bringer, the Morning Star, equivalent to the Greek
ϕωσϕόρος [phōsphóros] . . . the name of the pure, pale herald of daylight.” – YONGE (Note by H.P. Blavatsky)

For a deeper understanding about the magazine “Lucifer” and its name it is suggested to read the article “What’s in a Name?”, by Helena P. Blavatsky.


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